INFORMAZIONE E ANALISI

17.10.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
La notizia la riporta Bloomberg, e questa convinzione è espressa da Richard McGuire Capo della strategia della Rabobank ai gestori in un convegno a Madrid. Lasciare perdere lo spread e concentrarsi sul debito; questo è il suo pensiero. Perchè i problemi verranno dall'ascesa del debito pubblico. In pratica ciò che sostiene è che la spirale del debito è tale per cui ci si trova in un punto di non ritorno. Questo perchè i 2,7 trilioni di dollari di debito subiranno un'impennata verso l'alto a causa degli interessi che già si stanno pagando. Il decennale paga il 3,21% e si avrebbe bisogno che si tornasse entro il limite del 2,63%. Cosa improbabile. Ma è questo ciò di cui dovrebbero preoccuparsi i politici italiani. Il debito è in ascesa e la credibilità dell'Italia in discesa e il 26 ottobre McGuire ricorda che ci sarà una nuova emissione di debito e in contemporanea la valutazione delle agenzie di rating (che potrebbero declassarci). Lo strategis ritiene che gli effetti degli squilibri finanziari hanno bisogno di alcuni trimestri per esplicitarsi e, quindi, si andrebbe alle elezioni senza vederne ancora le conseguenze. Le elezioni europee del 2019 sarebbero salve. Ma la vera sfida è trovare il sostituto all'acquisto di 360 miliardi di titoli che la BCE non comprerà più dal 1° gennaio 2019. Anche perchè ricorda che il debito pubblico senza una propria autonomia monetaria ha dei limiti oltre i quali non si può andare. Ancora peggio, sostiene, se vi sono previsioni di crescita ottimistiche e superiori a quanto preventivato dalle autorità internazionali come il FMI. __________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
12.10.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
LA MANOVRA ALLA RESA DEI CONTI: ECCO LE DATEDa lunedì inizia ufficialmente l'iter europeo della manovra italiana. Sarà un periodo non facile, che durerà oltre un mese arrivando a ridosso di dicembre e che avrà un'influenza notevole sui mercati.Ma vediamo le date importanti. Si inizia da lunedì:IL 15 OTTOBRE verrà inviata la legge di bilancio all'EuropaIL 22 OTTOBRE è il termine entro il quale la commissione europea dovrà comunicare le difformità riscontrate nella legge di bilancio IL 29 OTTOBRE è il termine entro il quale la UE, se lo decidesse, dovrà respingere il progetto italiano; e dovrà farlo motivando la bocciatura per iscritto IL 5 NOVEMBRE è il termine entro il quale se l'Italia non si adeguasse la UE farebbe pressioni per modificare la manovra IL 19 NOVEMBRE, in caso di bocciatura è il termine entro il quale il governo italiano potrebbe presentare un nuovo progetto di bilancio IL 10 DICEMBRE è il  termine entro il quale la UE dovrebbe esprimere il giudizio sul nuovo progetto IL 13 DICEMBRE riunione della BCE che sancirà la fine dell'acquisto di bond. Soprattutto dei nostri BTP IL 14 DICEMBRE riunione europea in cui si discuterà della situazione italiana nel caso non sia stata trovata una soluzione.Quindi, ci aspetta un bel periodo di affermazioni, smentite, dichiarazioni, indiscrezioni, decisioni, aperture, contraddizioni.....cioè tutte quelle situazioni di incertezza che non piacciono ai mercati per il semplice motivo che non consentono di avere uno scenario chiaro per effettuare investimenti di ampio respiro.Una situazione in cui tutto può accadere e in cui le montagne russe saranno all'ordine del giorno. Forti discese in caso di mancata soluzione-accordo con la UE e possibile rally(classico)  di fine anno in caso di accordo.
10.10.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
L'insostenibilità del sistema, le sue falle e i rischi a cui si potrebbe andare incontro sono esplicitati dal FMI e sembra che non perda occasione per denunciare i pericoli imminenti. Ormai quotidianamente il FMI (Fondo Monetario Internazionale) sta ponendo all'attenzione di tutti i problemi e le incongruenze che potrebbero esplodere creando situazioni di crisi peggiori di quelle passate. DEBITO - Il FMI accusa il sistema (gli stati in primis) per il fatto di non aver fatto abbastanza dopo la crisi e di aver creato un debito mondiale record: 247 trilioni di dollari pari al 324% del PIL mondiale. SPAZZATURA - Questo debito è costituito da una quantità eccessiva di debito spazzatura (junk bond) che non è sostenibile e che rischia di non essere restituito STATI NAZIONALI - Gli stati nazionali sono indebitati e non hanno margini per sostenere una nuova crisi e questo preoccupa il FMI TITOLI DI STATO - proprio oggi il FMI ha posto l'accento sul rischio contagio della situazione italiana che potrebbe allargarsi a tutti i titoli di stato europei. BANCHE - Eccesso di sofferenze (NPL) e di titoli di stao in portafoglio. La fine del QE sta portando difficoltà nella liquidità non ancora deficitaria, ma in peggioramento. ECONOMIA - La signora Lagarde continua ad ammonire sulla fine di un ciclo di espansione economica e le previsioni che pubblica sono da mesi per un rallentamento dell'economia mondiale e per l'Italia in particolare. Non a caso nei giorni scorsi il FMI ha rispreso l'Italia, ma anche Spagna e Francia per i conti da tenere sotto controllo e per i margini ridotti che questi paesi hanno. Quindi, ci troviamo in una situazione critica che potrebbe esplodere in ogni momento creando una reazione a catena di cui sarebbe difficile ipotizzarne le conseguenze. I mercati hanno iniziato a considerare questi elementi e a prezzare i reali rischi insiti nel sistema globale. Attendere gli eventi con fiducia è sempre più difficoltoso considerando che l'operato dei governi sembra rivolto ad avere consenso e non a risolvere con decisione e fermezza problemi, oramai, atavici e che diventano sempre più incombenti e pericolosi. Gli stati come li conosciamo oggi e come agsicono sono divenuti un problema e sempre più inadeguati al mondo che ci circonda e ai paradigmi che lo contraddistinguono. Inoltre, sembra non vi siano personalità in grado di assumersi la responsabilità di modificare lo status quo; alla fine, sotto il falso nome del cambiamento, vogliono tutti più soldi, debito libero e diritti oltre il buon senso......senza doveri. Marchionne insegna.
25.09.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
Il lancio dei PIR (piani individuali di risparmio) è stato fatto in pompa magna. Il sistema ha pianificato, ordinato e come al solito gli italiani hanno subito il fascino della comunicazione creata ad hoc e si sono lanciati all'acquisto di questi fondi. Si andava a sostenere il nostro sistema delle PMI. La raccolta per le banche è stata un successo; gli istituti finanziari sono riusciti ad incanale importi che , altrimenti, non sarebbero potuti essere gestiti con gli stessi strumenti. Ma nei fatti dove sono andati i soldi raccolti ? Sono andati alle nostre PMI non quotate ? A quanto pare no. 19 miliardi è stata la gestione dei PIR e solo 4 miliardi sono andati alle PMI e meno di 150 milioni alle aziende quotate all'AIM. Per di più il denaro è andato su azioni già quotate e questo significa che non sono stati utilizzati come avrebbero, invece, dovuto essere impegnati in aziende sotto forma di Venture Capital, Private Equity. Insomma, un'altra storia tipicamente italiana che racconta come le parole servano solo per spennare subdolamente le persone e poi, nei fatti, scoprire che l'uso è differente da quanto professato. Niente di nuovo. La storia si ripete. Ma come sempre si deve essere in 2 per il buon fine di un'idea. É colpevole chi la pensa (certamente) ma anche di chi ci crede.
24.09.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
Lo spread tra btp e bund rappresenta la differenza di rendimento tra un paese e un altro. Rappresenta la differenza di credibilità e di rischiosità tra due paesi.Lo spread in questione quantifica la differenza tra Italia e Germania. E forse, anzichè, fare sempre le vittime dovremmo sfatare certe credenze. Perchè le parole sono tante, ma i numeri contano più di ogni altra cosa.Allora, se guardiamo ai numeri possiamo notare che, ad esempio, la crescita dei tedeschi è quasi il doppio di quella italiana. Oppure, che la disoccupazione in Germania è intorno al 4% e da noi oscilla intorno al 10,5%.O ancora che il debito pubblico tedesco si agira intorno all'80% e il nostro è al 132%.Ricordiamo anche che l'avanzo italiano non è sufficiente a coprire gli 80 miliardi di interessi sul debito.Potremmo continuare. Ma sembra abbastanza evidente che non siamo vittime, che non ce l'hanno tutti con noi e che ci sono degli elementi evidenti che fanno sì che il nostro spread sia elevato.Forse è più facile comprendere il concetto se lo trattiamo in termini aziendali e mi riferisco al differente accesso al credito che hanno le aziende buone rispetto a quelle a rischio. O meglio il differente tasso a cui sono soggette quelle con buoni numeri e un buon bilancio rispetto a quelle indebitate e inefficienti.O come tutti gli istituti facciano la fila per finanziare le aziende poco rischiose e chiedano di rientrare dagli affidamenti alle aziende ritenute pericolose o a rischio.Non c'è niente di differente se non tante fake news attraverso le quali si vogliono far passare messaggi fuorvianti e poco attinenti alla realtà. Questo avviene, ovviamente, perchè la materia economico-finanziaria è complessa e non è semplice comprenderne i meccanismi.Se per di più ogni governo vorrebbe solo indebitarsi di più e pretendere che gli altri comprino il loro pessimo debito, sembra veramente di essere il paese dei balocchi. La situazione reale è che negli ultimi 20 anni nessuno ha voluto affrontare i problemi reali e cambiare la forma mentis propria e del paese.Lo spread basso non è stato merito di Monti o di altri ometti simili di questi anni, ma della BCE che garantiva e comprava i nostri titoli. Ora che il QE della banca centrale finirà a dicembre chi comprerà i nostri BTP ? Ed eventualmente a quale prezzo ?Restano solo i risparmiatori italiani a cui offrire la patata bollente. I soliti risparmiatori a cui dare il famoso cerino. __________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Consulenza Finanziaria Indipendente ACQUISTA I NOSTRI PACCHETTI E INIZIA A GUADAGNARE _____________________________________________________________________________ SE INVECE VUOI UNA CONSULENZA PERSONALE PER IL TUO PORTAFOGLIO
12.09.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
Questi sono i numeri europei che fanno paura. Draghi ebbe a dire ad aprile che il rallentamento dell'economia europea sarebbe stato di breve periodo e che in estate avremmo assistito ad una ripresa. In effetti, i dati raccontano un'altra storia. L'economia europea continua a rallentare, i numeri sono continuamente negativi, il sentimento di fiducia in discesa e per l'Italia ci sono analisti che cominciano a prevedere un ultimo trimestre del 2018 a crescita zero.Ecco perchè prevedere che le borse europee possano guadagnare è un azzardo ed è, al momento,  un'idea priva di fondamenti macroeconomici.E il peggio, probabilmente, deve ancora avvenire, soprattutto, per il nostro paese considerando che siamo si dovrà fare una finanziaria che richiede molte risorse e che, con la fine del QE della BCE, non ci si potrà indebitare ulteriormente.La crescita, per di più, rallenta anche nei paesi emergenti.In pratica, l'imbuto si sta restringendo e i nodi stanno venendo al pettine. Gli stati hanno le armi spuntate e sono i primi ad avere bisogno di essere salavti; le banche centrali non potrano sfruttare la politica monetaria per mancanza di margini operativi. Forse, stamperanno ancora moneta inventando qualche altro meccanismo osceno. Non resta che attendere, ma la tendenza sembra chiara e ben incanalata. ______________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso ______________________________________   Iscriviti alle nostre newsletter tecniche
06.09.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
I mercati emergenti sono stati fortemente penalizzati nel 2018. E' vero che tutte le borse dopo i massimi di inizio anno stanno perdendo (tranne lo S&P ma non penso ancora per molto), ma certamente la forza del dollaro e quanto approntato da Trump è stato decisivo per creare un effetto domino con la fuga dai paesi emergenti. Ma non siamo nel 1998 e l'Argentina non è rappresentativa; oggi, tirare troppo la corda potrebbe far sì che i paesi emergenti possano trainare tutto il globo in una situazione di criticità che avvicinano una possibile recessione. Tassi in aumento, dollaro forte e bilancia commerciale di molti paesi in deficit sono alla base della situazione attuale, ma il carico pesante è stato messo da Trump raddoppiando i dazi sulla Turchia provocando timori sugli emergenti e sui paesi deboli come l'Italia. É chiaro che Trump sta influenzando molto gli eventi effettuando delle scelte precise: caos con la Turchia che è un centro vitale e importante per l'Europa, aiuti a Corea del Sud e Argentina, abbandono dell'Iran e del venezuela lasciati a Cina e Russia......insomma si stanno ricreando degli schieramenti. Il 13 settembre la banca centrale turca aumenterà i tassi (cosa voluta da Trump) in contrasto con quanto vorrebbe Erdogan, e in base all'entità di tale manovra si potrà vedere la reazione del mercato e la libertà di azione della banca centrale rispetto al presidente turco. Attendiamo questo evento, ma difficilmente cambierà un trend generale che sembra pendere più al ribasso che al rialzo.
AIUTO!!!! La BCE non comprerà il debito e quindi ci si deve inventare qualcosa. Ma partiamo dalla situazione: Da anni gli stranieri non acquistano BTP ed è rimasta solo la BCE ad acquistarli BCE che essendo l'unico acquirente estero è stato disposto ad acquistarli ad un tasso non comprensivo del rischio Italia In Italia sembra che siano solo 100 miliardi in nelle mani dirette dei risparmiatori; il resto è in pancia alle banche   Gli stranieri non li comprano, le banche devono liberarsene e ridurre la loro esposizione al debito nefando italiano e quindi ? Cosa fare ? Semplice, inventiamoci i CIR acronimo di conti individuali di risparmio. E' il fratello dei PIR. Ma come dovrebbero funzionare ? A questo sembra stia pensando il governo. In pratica, si offrirebbe al risparmiatore (che abbiamo visto con i pir e altri prodotti si beve tutto ciò che gli propongono) questo tipo di investimento, i CIR, che consisterebbero nel dare mandato a banche o sim di acquistare titoli di stato. Probabilmente, si farebbero delle emissioni specifiche per gli investitori individuali.  Ovviamente, si ha lo specchio per le allodole e l'incentivo. Quindi, BTP legati all'inflazione, ma che offrirebbero un rendimento superiore al mercato, si ipotizza una tassazione inferiore non solo al 26% dei titoli non governativi, ma addirittura del 12,5% degli stessi titoli di stato standard. Inoltre, si avrebbe anche un beneficio (privilegio) in caso di rinnovo con risparmi di commissioni e costi in genere e si avrebbe anche un'agevolazione sulle compensazioni fiscali in caso di perdite. Visto come i pecoroni sono accorsi per sottoscrivere i PIR è facile pensare (e così pensa il governo) che con la spinta del sistema bancario le stesse persone faranno la fila per riuscire a sottoscrivere un CIR miracoloso. In questo modo si colgono 2 piccioni, anzi 3 con una fava. Lo stato può contiunuare ad emettere debito, le banche si liberano dei tioli in eccesso e riducono il rischio di aumento dei tassi e di eventuale default. E poi, visto le esperienze passate, vedi Grecia, in caso di ristrutturazione del debito la parte più debole (i risparmiatori) sarà quella che subirà le maggiori perdite e il maggior costo. Ecco la soluzione è servita. Il governo ha questa idea per aumentare il debito. Come sempre deve solo trovare a chi far pagare il conto. E come sempre è pantalone che deve pagare. __________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________   
22.08.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
I nodi vengono sempre al pettine e alla fine la realtà affiora e si manifesta nella sua assoluta trasparenza. E' sempre solo una questione di tempo. Inutile ricordare che da tempo affermiamo la criticità del debito pubblico italiano, dell'economia in crescita fittizia perchè non sostenuta dalla domanda interna e della sotenibilità del debito consentita esclusivamente dagli acquisti di BTP (debito pubblico) da parte della BCE. Ma siamo alla resa dei conti, l'imbuto si stringe sempre più e gli eventi esiziali incombono: la BCE smetterà di acquisire titoli di stato italiani. La conseguenza è la difficoltà nel trovare acquirenti sul mercato di un fallimento (tecnico) conclamato ed, eventualmente, il prezzo al quale tali acquirenti sarebbero disposti a farsi carico del nostro debito. Una situazione disastrosa e insostenibile. Ecco , allora , che il nostro governo attraverso i suoi esponenti cerca di sollecitare soluzioni esterne. Borghi, così, come Giorgetti nell'ultima settimana, ma anche Savona in precedenza hanno fatto appelli pubblici e privati a Draghi affinchè continui il QE e salvi l'Italia; soluzione sempre di breve termine perchè con la sostituzione nel 2019 di Draghi con un esponente del nord ben difficilmente un'eventuale proseguimento del QE potrebbe andare oltre la fine estate dell'anno prossimo. Non ricevendo risposte il governo Conte, come fece a suo tempo Tremonti, si è rivolto ai cinesi per chiedere aiuto disposto a soccombere biecamente pur di avere in cambio acquisti di BTP. Ma anche in questo caso sembra, come avvenuto in passato, che la Cina non ne voglia sapere. A questo punto Savona sta pensando all'amico (improvvisamente) Putin. Potrebbe essere la Russia la mano amica che acquista titoli di stato per evitare il fallimento italiano. In questo caso è ancora un'idea lanciata come provocazione in attesa di risposte anche da altre parti che non vorrebbero perdere un punto geo-politico strategico. Se Putin tace gli Usa e Trump, invece, si muovono. Non compreranno BTP ma tendono una mano e ci offrono una possibilità, almeno per prolungare l'agonia. Ed ecco Moody's che pronta a declassare un'economia come la Turchia che cresce del 6% ha un debito pubblico del 30% si ferma sull'Italia, fa retromarcia e, anzichè, declassare l'Italia ed esprimere un'outlook negativo stupisce il mercato e concede ancora un mese di tempo al nostro paese. Nello stesso tempo, Trump, ad un convegno, si lamenta del dollaro forte e (lui che ha sempre sostenuto che i tassi dovessero crescere) della politica della Fed rea, secondo Trump, di aver aumentato eccessivamente i tassi. Certo sarebbe un bell'aiuto all'Italia e ai nostri titoli. E l'esponente di Atlanta della Fed si è immediatamente espresso per un solo aumento in autunno dei tassi anzichè 2 come previsto e indicato dalla stessa Fed. Insomma, l'Italia si sta prostituendo pur di avere qualcuno disposto a condividere il proprio debito. Evidente la disperazione di questo offrirsi a chiunque, ciò che non è, al momento, dato sapere è la probabile contropartita richiesta per questo aiutino. Ma non c'è da preoccuparsi, i nostri politicanti hanno anche un piano B.........e come sempre il piano B è che paga pantalone: gli italiani. Ma ovviamente, con tutte le accortezze, gli italiani come al solito non se ne accorgeranno nemmeno, anzi.............nel prossimo articolo ne parliamo. __________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________     
02.07.2018
Nicola Argeo Mastropietro
Nessun commento
L'Europa è l'anello debole del cambiamento in atto. Un'Europa vecchia che in 20 anni non è mai riuscita ad andare oltre un sistema superato. Gli Usa (e non solo) hanno insegnato come possono restare insieme gli stati, mentre l'unione europea ha insegnato come sia difficile essere uniti imponendo dall'alto. Tutto bene finchè si è stampato denaro facile e illusorio. Tutto facile finchè si è fondata un'economia e un sostegno sul denaro facile e sul debito. Tutto facile finchè i castelli di carta non crollano inevitalbilmente perchè privi di sostanza. Le prime avvisaglie con la crisi del 2008 e negli anni seguenti e, adesso, grazie all'incapacità di innovare il sistema europeo si rischia una rottura insanabile. Alla faccia degli europeisti a priori e ad ogni costo. Ci aspetta un'estate, ma soprattutto un autunno caldo. Le criticità e le incongruenze si manifesteranno con tutta la loro forza e i mercati pagheranno tale situazione con crolli importanti. Questo ritorno alla realtà avrà degli scompensi a livello economico, ma sarà una grande opportunità per investire. Avremo delle reazioni importanti che saranno da sfruttare sia sul mercato azionario che sul mercato del debito pubblico. E probabilmente avremmo anche delle nicchie che potranno performare molto bene. Quindi long solo per speculare e ogni rimbalzo sarà un'occasione per uscire dall'azionario long e scommettere al ribasso. Così come si è già verificato Dall'inizio del 2018. I malcontenti tra paesi sono solo la normale reazione ad una situazione che è e si farà sempre più insostenibile e che porterà i paesi a ripiegarsi su se stessi. La glabalizzazione così come è stata concepita ha funzionato finchè la moneta in eccesso ha sostenuto qualsiasi debito e qualsiasi squilibrio. Ora si torna alla realtà e ai problemi mai affronatti e mai risolti. ___________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Consulenza Finanziaria Indipendente ACQUISTA I NOSTRI PACCHETTI E INIZIA A GUADAGNARE _____________________________________________________________________________ SE INVECE VUOI UNA CONSULENZA PERSONALE PER IL TUO PORTAFOGLIO
Stampa Stampa | Mappa del sito
© Finanza & Strategia - Studio Sarmas, via Callegari 10 - 25121 Brescia Partita IVA: 03511600177