INFORMAZIONE E ANALISI

02.07.2018
nicola mastropietro
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L'Europa è l'anello debole del cambiamento in atto. Un'Europa vecchia che in 20 anni non è mai riuscita ad andare oltre un sistema superato. Gli Usa (e non solo) hanno insegnato come possono restare insieme gli stati, mentre l'unione europea ha insegnato come sia difficile essere uniti imponendo dall'alto. Tutto bene finchè si è stampato denaro facile e illusorio. Tutto facile finchè si è fondata un'economia e un sostegno sul denaro facile e sul debito. Tutto facile finchè i castelli di carta non crollano inevitalbilmente perchè privi di sostanza. Le prime avvisaglie con la crisi del 2008 e negli anni seguenti e, adesso, grazie all'incapacità di innovare il sistema europeo si rischia una rottura insanabile. Alla faccia degli europeisti a priori e ad ogni costo. Ci aspetta un'estate, ma soprattutto un autunno caldo. Le criticità e le incongruenze si manifesteranno con tutta la loro forza e i mercati pagheranno tale situazione con crolli importanti. Questo ritorno alla realtà avrà degli scompensi a livello economico, ma sarà una grande opportunità per investire. Avremo delle reazioni importanti che saranno da sfruttare sia sul mercato azionario che sul mercato del debito pubblico. E probabilmente avremmo anche delle nicchie che potranno performare molto bene. Quindi long solo per speculare e ogni rimbalzo sarà un'occasione per uscire dall'azionario long e scommettere al ribasso. Così come si è già verificato Dall'inizio del 2018. I malcontenti tra paesi sono solo la normale reazione ad una situazione che è e si farà sempre più insostenibile e che porterà i paesi a ripiegarsi su se stessi. La glabalizzazione così come è stata concepita ha funzionato finchè la moneta in eccesso ha sostenuto qualsiasi debito e qualsiasi squilibrio. Ora si torna alla realtà e ai problemi mai affronatti e mai risolti. ___________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Consulenza Finanziaria Indipendente ACQUISTA I NOSTRI PACCHETTI E INIZIA A GUADAGNARE _____________________________________________________________________________ SE INVECE VUOI UNA CONSULENZA PERSONALE PER IL TUO PORTAFOGLIO
28.06.2018
nicola mastropietro
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L'economia rallenta, la geopolitica imperversa e tutto sembra avere crepe e indirizzarsi verso una negatività dalla quale fuggire. In effetti, invece, i cambiamenti aprono molte possibilità e opportunità di guadagno a patto di non restare fermi guardando cosa succede, sperando che migliori e, alla fine, piangersi addosso. E' questo il momento di modificare i propri investimenti, di monitorare il proprio portafoglio e decidere di portare a casa il rendimento realizzato e spostarsi su mercati, prodotti e settori penalizzati o tralasciati negli ultimi anni, ma che si trovano sulla linea di partenza adesso. All'orizzonte le opportunità si iniziano a vedere e alcune sono già pronte per essere fatte proprie. Alcune obbligazioni sovereign sono diventate molto interessanti, così come il segnale per entrare su alcuni etf alternativi, ma anche alcuni settori specifici che offrono forti possibilità di guadagno. Gli investimenti precedenti hanno dato tutto ciò che potevano dare, la loro corsa è finita. Come sempre, i grandi investitori si stanno già spostando, si muovono per tempo e non aspettano di chiudere il cancello quando non cìè più nulla da salvaguardare. E ora che si deve agire. Il grafico identifica che mentre i portafogli languivano e cedevano, sui nostri Btp si poteva guadagnare il 20% in un mese.  ACQUISTA I NOSTRI PACCHETTI E INIZIA A GUADAGNARE Metodo MACRO-TRADING. Investire e capire. F&S
11.06.2018
nicola mastropietro
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Non c'è solo politica quando i mercati si muovono in una certa direzione. Ci sono anche numeri. Ma dei numeri non si parla, non si racconta o ancora peggio, si mistificano facendo credere che siano differenti dalla realtà.Quindi, a parte il rimbalzo odierno le borse calano, alcune più velocemente di altre, e lo spread resta molto. I nostri titoli gli starnieri non li comprano e del 30% in possesso dei non residenti oltre il 20% è in mano alla banca europea come indicato dall'area blu nel grafico. Ma vediamo i numeri che preoccupano i mercati; numeri che sono, certamente un sintomo della decadenza europea, delle sue difficoltà e della sua cultura totalmente inadeguata rispetto al mondo nel quale ci troviamo. Analizzando 2 paesi dei più importanti a livello europeo vediamo come la produzione industriale sia in calo, altro che crescita.  Da settembre, quindi da 9 mesi, il saldo è negativo dell'1,60% per l'Italia e ancor di più per la Germania, ben -1,90%. Continuando di questo passo ( e non si intravedono inversioni) è evidente che debito pubblico e spread conseguentemente diventano un grande problema. E non sono certo da biasimare coloro che non investono nel nostro paese. Ma questo sta creando ottime opportunità con guadagni a doppia cifra. Quando si fugge da una parte è perchè c'è un opportunità , come diceva il famoso detto cinese: crisi uguale opportunità.    
23.05.2018
nicola mastropietro
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Più volte si è detto che la causa di una crisi dell'unione europea sarebbe venuta dalla Francia. Le sue criticità sono state sempre nascoste e sottivalutate e, soprattutto, mai esplicitate dall'Europa con le stesse dinamiche utilizzate per altri paesi più deboli. Oggi, i dati che si presentano sono sempre più forieri di possibili difficoltà per l'economia transalpina e i nodi, alla fine, vengono al pettine. Questa mattina il dato sul'occupazione è stato pessimo e mostra un sostanziale peggioramento salendo al 9,2%; il doppio rispetto a paesi come Inghilterra, Olanda, Germania, Lussemburgo, Svizzera e Usa......Le aspettative dei mercati erano per un miglioramento all'8,8%. Negativo. inferiore alle aspettative, anche il dato sull'inflazione, l'indice pmi e l'indice dei direttori d'acquisto del terziario. Insomma l'Europa scricchiola e i paesi come Germania e Francia sono il simbolo dell'economia continentale in difficoltà. Infatti anche i tedeschi continuano ad avere dati inferiori sulla loro economia a dimostrazione di una frenata che oramai è acclarata da mesi. Anche per loro oggi, dati inferiori per l'indice dei direttori d'acquisto del manifatturiero e del settore dei servizi. Così come l'indice composito. I governi si affannano a tranquillizzare affermando che è dovuto a elementi momentanei ed eccezionali ma, intanto, i numeri continuano (nel periodo migliore dell'anno) ad essere contrari alla crescita. Quindi, ci stiamo avvicinando ad un'inversione del trend di borsa che troverà la scusa dei governi giallo verde o della fine del QE.....o altro ancora, ma che in effetti sarà semplicemente la presa d'atto che l'economia europea non riesce a sostenere il trend previsto e su cui si erano create le apsetattive del mercato.
18.05.2018
nicola mastropietro
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I paesi emergenti sono dati da molti come opzione di investimento per ritorni interessanti. Ma c'è un problema che potrebbe inficiare tale possibilità e far cadere le prospettive positive riguardo ad alcuni di questi paesi: è il loro debito. A mettere benzina sul fuoco è l'aumento dei tassi di interesse. Il motivo è che il debito dei paesi emergenti è pari a 19 trilioni di dollari. La maggior parte è espresso in dollari e l'aumento del rendimento negli Usa potrebbe far diventare tale deito insostenibile. A mettere in guardia su questa possibilità è l'agenzia di rating Fitch. Il debito nell'ultima decade è qudrulicato passando da 5 trilioni di dollari a 19 trilioni di dollari e ha reso il sistema dei paesi emergenti vulnerabile all'aumento dei tassi. Nei prossimi sei mesi fino alla fine dell'anno la Fed aumenterà i tassi, probabilmente, in modo maggiore rispetto alle aspettative di inizio anno. Tale situazione metterà il debito dei paesi emergenti sotto pressione e renderà il finanziamento dello stesso poco appetibile per gli investitori creando problemi seri al suo rifinanziamento. Così paesi come l'Argentina, l'Ukraina, il Perù, il Kazakistan, Quatar, Emirati Arabi si possono consioùderare ad alto rischio. Paesi come Cina e Turchia a medio rischio. Quindi, per investire sui paesi emergenti è meglio attraverso gli ETF scegliere singoli paesi che non facciano parte dell'elenco dei paesi eccessivamente indebitati.
27.04.2018
nicola mastropietro
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Da mesi stiamo raccontando di come i dati economici nel 2018 stiano risultando inferiori alle aspettative. Dopo tanti articoli inneggianti alla costante crescita europea la stessa Bce, con le parole del suo presidente Draghi, ha dovuto inchinarsi davanti ai numeri e ammettere che , inaspettatamente e bel al disotto delle previsioni, l'Europa sta rallentando. Ha voluto subito ridare fiducia specificando che si tratta (non so su quali basi e nemmeno le ha ben esplicitate) di una situazione di breve periodo che non inficia la crescita futura, ma che allo stato attuale l'economia rallenta. A confermare l'affaticamento economico stamattina abbiamo avuto il dato sul Pil francese che si dimostra inferiore alle aspettative e certifica una crescita dello 0,3% nel primo trimestre. Insomma, Macron sbandiera la solita grandeur francese, ma i numeri lo smentiscono; ha poco da fare il galletto. Anche perchè, sempre stamattina, il dato sulle spese dei consumatori francesi a marzo ( ma è da ottobre che, per lo più, è negativo) è stato decisamente negativo evidenziando che l'economia francese è in difficoltà. Nei prossimi giorni vedremo i dati degli altri paesi europei e non saranno certo positivi; smentiranno le positività fittizie espresse dai vari Padoan.  Non a caso, i mercati hano reagito premiando il dollaro e altre valute che hanno immediatamente iniziato un recupero rispetto all'Euro. La stanca e vecchia Europa, nonostante la stampa di moneta esagerata, non riesce a generare una ripresa solida e duratura.
23.04.2018
nicola mastropietro
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Prometeia, istituto di consulenza e ricerca, ha condotto un'analisi sul risparmio gestito in funzione dell'introduzione della mifid 2. Secondo l'analisi ci sono fondi comuni, soprattutto se bilanciati e obbligazionari, che presenta a fronte di un rendimento lordo positivo si arriva ad un rendimento netto negativo. Il problema, che dovrebbe maggiormente evidenziarsi con mifid 2 nel 2019, sembra sia dovuto all'eccesso di costi caricati sulle gestioni dei fondi comuni. Solo 1 fondo su 5 batte il suo benchmark. Gestioni poco attive che assumono pochi rischi, anche quando dovrebbero, e con costi ritenuti non coerenti con il rendimento atteso. Questo fa sì che il 27% dei fondi abbia un eccesso di costi da sostenere che, alla fine, penalizzano i rendimenti e la possibilità di ottenere risultati positivi adeguati. D'altronde se l'87% degli ETF rende più dei fondi comuni classici è chiaro che la differenza di costi incide in modo inequivocabile. La mifid 2 costringe le società a ufficializzare in modo chiaro i costi caricati sulle gestioni. La trasparenza imposta dalla mifid 2 vedremo come impatterà sulle commissioni che rappresentano il guadagno delle strutture e di chi opera nella catena delle gestioni. Si ipotizza una perdita di margini notevole. Sarà curioso verificare se le società escogiteranno nuove formule per non variare i livelli di compensi attuali; oppure se saranno costretti a trasformare la filiera del risparmio gestito per applicare costi inferiori. Normalmente, in questi casi, si trova il modo per ruscire a mantenere inalterati i propri guadagni. Potrebbe essere in atto una trasformazione come adottata da AcomeA che ha deciso di quotare direttamente in borsa i propri fondi in modo che siano accessibili e acquistabili da chiunque da qualunque piattaforma (tranne il boicottamento di molti istituti). In tal modo la scelta è stata indirizzata verso una riduzione anche del 50% delle commissioni. In pratica, chi acquista un fondo AcomeA tramite consulenti finanziari con mandato paga il 50% in più rispetto all'acquisto dello stesso prodotto in borsa.
16.04.2018
nicola mastropietro
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PER GUADAGNARE NON SI COSTRUISCONO PORTAFOGLI; SI COLGONO OPPORTUNITÀ Il titolo sembra un'affermazione assurda. Tutto il mondo del risparmio si affanna a suggerire a chi possiede soldi il portafoglio migliore da costruire, o meglio (fa più scena) l'asset allocation più adeguata. Mifid 2, profilazione, var, gestione del rischio e quant'altro. Non che sia tutto inutile, ma la realtà è chi guadagna realmente investe in opportunità di investimento, di business, non costruisce portafogli che, nella media, fanno guadagnare molto chi li gestisce (società, manager, consulenti collocatori ecc. ) e poco chi è titolare di tali asset allocation. Nella realtà esistono.......continua a leggere
13.04.2018
nicola mastropietro
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I MOTIVI DELL'ATTACCO DEI MERCATI A QUESTI PAESI  La verità di cui nessuno parla Redazione 13.04.18 Una settimana di passione per Russia e Turchia. Difficoltà che si sono tradotte in un crollo delle quotazioni in borsa e in una svalutazione del 10% del rublo russo e della lira turca. Eppure l'economia di questa paesi procede bene. La russia cresce ed è in piena occupazione nonostante le sanzioni e la Turchia sta crescendo del 5,5% su base annua e sta migliorando i suoi dati. Allora qual'è il problema ? Semplicemente .......
11.04.2018
nicola mastropietro
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Questa è la settimana in cui inizieranno a comunicare i dati trimestrali delle aziende in Usa. Già in precedenza è capitato di parlare della psicologia dei mercati e di come gli stessi analisti e operatori di mercato siano sempre in ritardo nell'adeguarsi alla realtà dei fatti. O meglio, iniziano a percepire gli accadimenti, ne concepiscono le possibbili conseguenze, ma poi, vi è come una pigrizia nel tradurre in movimenti di denaro e cambiamenti di strategia le risultanze di tali analisi. É come se si volesse sempre dare un'altra possibilità allo status quo. É umano; accade alle aziende quando devono cambiare (addirittura c'è chi fallisce perchè pur sapendo che dovrebbe cambiare il suo modo di fare azienda ma non riesce a farlo) per affrontare il mercato in evoluzione e accade a tutte le persone nella vita quotidiana. Il cambiamento, per chiunque, è sempre un passaggio mentale di difficile realizzazione e che ha in sè una fortissima rsistenza psicologica. Le aspettative dei mercati sugli utili aziendali per il 2018 sono molto alte e tali sono rimaste nonostante dati, numeri e recenti accadimenti e inaspimenti politici che potrebbero minare qualsiasi crescita economica.  E il problema è che queste alte aspettative sono già state scontate dal mercato. Quindi, non ci sarebbe da stupirsi se si dovessero avere delle sorprese rispetto a quanto continua a pensare il mercato allo stato attuale. Il considerare, come è stato fatto finora, che niente possa scalfire la positività che serpeggia tra molti analisti potrebbe essere molto pericoloso e un'arma a doppio tagglio. Una prova generale di questa eventualità (sorprese annunciate, ma non considerate) l'abbiamo avuta a fine gennaio e inizio febbraio. Fino a quel periodo, le borse raggiungevano ogni giorno nuovi massimi storici, ma improvvisamente, furono subissate dalle vendite causate da dati (sui salari soprattutto, ma non solo) che evidenziavano un aumento dell'inflazione superiore alle attese e una differente realtà da affrontare. Come se i mercati fino ad a quel momento non si fossero mai accorti di quanto stava già accadendo da mesi. Da mesi l'inflazione cresceva e molte banche centrali, fin dall'estate, avevano iniziato l'aumento dei tassi. Questa situazione potrebbe ripetersi con le trimestrali che verranno comunicate da giovedì in poi. Potrebbe accadere che gli utili (e le previsioni delle aziende per il futuro) non siano così rosei come vorrebbero gli operatori del mercato. Un tale eventualità potrebbe portare ad una generalizzata ulteriore riduzione dell'esposizione azionaria e ad un aumento della volatilità. Quindi, attenti alle trimestrali. I mercati, oramai, tendono a reagire ai cambiamenti in modo improvviso e isterico, anzichè con freddezza e moderazione. L'abbiamo già visto molte volte. Anche in futuro sarà così. Fasi di range e poi movimenti bruschi e violenti.  
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