INFORMAZIONE E ANALISI

20.02.2019
Nicola Argeo Mastropietro
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Ancora una volta ci troviamo a dover registrare numeri decisamente negativi e che creano preoccupazione per la situazione italiana. Potremmo dire tutto come previsto. Infatti è da tempo che i dati italiani sono in fase di ribasso e che la situazione peggiora costantemente senza che si intravedano spiragli positivi Nuovi ordinativi italiani su base annua a dicembre -5,3% Nuovi ordinativi italiani mensili a dicembre -1,7% Vendite industriali italiane mensili a dicembre -3,5% Vendite industriali italiane su base annua a dicembre -7,3% I numeri sono impetuosi e dimostrano come il nostro paese si allontani sempre più dalla possibilità di avere una crescita nel 2019. Italia vulnerabile con un'economia in difficoltà e un debito in continua crescita. La conferma arriva anche dal mercato del lavoro. Infatti, l'ansa ha riportato che rispetto al 2018 a febbraio vi sono state 13.000 assunzioni in meno e la programmazione febbraio-aprile arriva a 25.000 in meno. Nonostante le smentite i numeri non mentono. Il mondo rallenta e l'Italia soffre più di altri per motivi strutturali e culturali. Con tutte le conseguenze del caso. In aumento le preoccupazioni sull'Italia e sulla sostenibilità del suo debito e sulla capacità di competere del nostro sistema aziendale. L'applicazione di una patrimoniale e il rischio di una manovra correttiva che andrà a penalizzare ulteriormente l'economia italiana sembrano inevitabili. _________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
17.02.2019
Nicola Argeo Mastropietro
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Aggiungi didascalia La BCE è nuovamente pronta ad intervenire. Lo dice Benolt Coeure membro del Board della banca centrale europea. Solo pochi mesi or sono la BCE negava categoricamente di poter iniettare altra liquidità sul mercato, e, invece, sembra volerci ricadere, sembra che ciò possa avvenire a marzo e sarà fatto con un nuovo TLTRO, cioè con nuovi finanziamenti alle banche. Tutto questo porta ad una sola verità: la situazione è molto più grave di quanto si voglia far credere. E' da marzo del 2018 che la BCE, e più specificatamente nella persona di Draghi, che, falsamente, rassicura il mercato parlando di lieve calo dell'economia europea, di calo momentaneo e di ripresa imminente. Ancora oggi si accenna ad una ripresa nei prossimi mesi. Ma la verità è che i dati continuano ad essere negativi, che non si intravede una situazione internazionale che ponga le premesse per un'inversione di tendenza e che il rischio di una recessione non è da escludere, anzi…. E' in questo contesto che il sistema bancario soffre e si trova con carenza di liquidità. I bassi margini in una fase di rallentamento sono insostenibile e il possibile aumento degli NPL potrebbero portare a situazioni irreparabili. E allora la BCE sta pensando al salvagente delle banche. E gli indici che avevano quasi finito il rimbalzo fisiologico ed erano pronti a riprendere il trend al ribasso iniziato questo autunno hanno giovato di tale notizia e trovato nuova linfa per spingersi in un rialzo importante, ma che potrebbe essere solo speculativo e di breve termine. Il problema di fondo non cambia: l'economia rallenta, le difficoltà aumentano e la liquidità scarseggia. Non solo, in Italia il costo di approvvigionamento delle banche sta salendo pesantemente. In realtà, la BCE, diceva che solo in situazioni di gravità sarebbe intervenuta ed, evidentemente, la situazione economica è grave a tal punto da far ritenere necessario un intervento di questo tipo. Un TLTRO trova spazio, ma le possibilità in futuro di intervenire da parte della BCE si assottigliano. Forse non siamo ancora all'ultima spiaggia, ma ci stiamo arrivando. I debiti nel mondo sono enormi e il bisogno di liquidità va di pari passo; questo è il grande problema che piano piano sta presentando il conto. _________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
21.01.2019
Nicola Argeo Mastropietro
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Nel 2018 i paesi emergenti sono stati decisamente penalizzati. La situazione del commercio mondiale ( vedi la guerra usa-cina) ha influito certamente, ma ciò che ha in maggior modo contribuito ai risultati negativi di questi paesi è stato l'innalzamento dei tassi in Usa e il conseguente recupero del dollaro. Il debito degli emergenti anche quando non elevato è espresso in dollari ed una quota elevata e in mano estera; ecco perché hanno sofferto con perdite intorno al 20% e anche oltre. Il rialzo dei tassi ha fatto sì che tale debito fosse soggetto ad un notevole aumento dei costi e con le prospettive di altri rialzi nel 2019 sembrava volgere al peggio anche nel nuovo anno. Ma questo scenario potrebbe cambiare e virare verso prospettive opposte a quelle che sembravano scontate. L'economia Usa potrebbe subire un rallentamento e non essere così florida. Anzi, sembra una certezza il dimezzamento della crescita del PIl nel 2019 e questo avrebbe come conseguenza una frenata nei rialzi dei tassi effettuata dalla FED. I paesi emergenti festeggerebbero un tale scenario e le quotazioni di borsa tornerebbero su valori decisamente superiori rispetto a quelli attuali. Anche perché, i valori attuali stanno scontando più rialzi dei tassi americani. In pratica, mercati dai quali stare lontani tornerebbero ad essere un'opportunità. Ma per sapere se questo scenario si avvererà dovremo attendere ancora e verificare i dati economici che verranno comunicati; senza dimenticare la guerra commerciale in atto. _________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
11.01.2019
Nicola Argeo Mastropietro
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Si parla molto dei dazi (che esistono da sempre) e dei rapporti Cina-Usa che, certamente, potranno avere ripercussioni in futuro per giustificare il calo delle borse nel 2018; discesa che potrebbe continuare anche nel 2019.  Allo stesso modo si incolpa Trump e le sue politiche per trovare la causa del rallentamento economico mondiale in atto, ma la realtà è un'altra e consiste nella carenza di liquidità sui mercati. Per anni il mercato è stato drogato dall'immissione di liquidità da parte delle banche centrali mondiali creando squilibri finanziari e contribuendo a portare il debito mondiale al 330% del PIL mondiale senza, per di più, ottenere i risultati prefissi. L'impossibilità di continuare con tale nefasta strategia ha portato il sistema ad avere una crisi di liquidità con le conseguenze che si stanno vedendo: l'economia rallenta e gli indici hanno perso tra il 15% e il 20%.  Le trimestrali delle aziende iniziano a mostrare numeri deludenti e, soprattutto, le aspettative sono per un peggioramento della situazione.  É difficile pensare ad un recupero dei mercati e ad una ripresa dell'economia in questa situazione. Gli allarmi lanciati dalle istituzioni (FMI, Banca dei regolamenti) sono forti e chiari e identificano chiaramente i rischi di recessione e di impreparazione del sistema politico e del sistema bancario ad eventi simili a quelli verificatosi nel 2008. Qualcuno sostiene che il deciso calo registrato nel periodo autunnale sia una buona occasione per acquistare. Noi al contrario riteniamo che ogni rimbalzo sia un'opportunità per ridurre l'esposizione azionaria long e che per entrare in acquisto si debba ancora attendere. Ciò non toglie che le opportunità di investimento ci siano sempre, ma riteniamo siano fuori dallo standard di investimento a cui si è abituati. _________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
10.12.2018
Nicola Argeo Mastropietro
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Come si diceva la paura fa 100. Si sapeva che il flusso verso l'estero di denaro ufficiale da parte degli italiani, con conseguente cambio di valuta era continuo e presentava valori importanti. A parte luoghi come Singapore e altro più vicino a noi parliamo di Svizzera e Inghilterra. Il Canton Ticino (per di più parlano italiano) continua ad essere il paese rifugio per i propri averi. La garanzia che in caso di crisi rappresenti il posto migliore affinché i propri soldi mantengano il loro potere d'acquisto e, soprattutto, non vengano sottratti dallo stato italiano si fa largo nell'immaginario della gente. É la banca dei regolamenti internazionali che offre il dato degli ultimi mesi e delle dimensioni del fenomeno: 11 miliardi di euro portati in Svizzera da quando si ha il nuovo governo italiano. E gli svizzeri e le loro banche gongolano. Dopo aver fatto un patto con l'Europa vedono non rispettati gli accordi. La libertà di poter operare liberamente a livello commerciale non è ancora operativa e alla vecchia e solita nefanda Europa non pare interessare di attuare quanto concordato. Certamente, in Svizzera non faranno favori e nulla per fermare il fenomeno, anzi rispetto agli anni d'oro, gli svizzeri hanno imparato ad essere più aggressivi commercialmente. Il governo mette una tassa a chi porta fuori dall'Italia il denaro e probabilmente questa operazione convincerà anche altri titubanti che è meglio non detenere capitali in Italia. La paura cresce e se nessuno verrà in aiuto del nostro paese (e ne dubito) nel 2019 è facile che si raggiunga il record di capitali che ufficialmente andranno oltre le alpi. Quindi, via dall'Italia. In luoghi più sicuri. Significa mollare gli ormeggi. Le speranze si stanno perdendo e ben difficilmente ciò che esce oggi tornerà in Italia…..e d'altronde, come dare torto a chi vuole tutelare il proprio capitale ? _________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
10.12.2018
Nicola Argeo Mastropietro
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Ancora conferme dai dati economici di stamattina. Conferme di un rallentamento generale dell'economia. Si inizia con il Giappone che ha registrato un deciso calo del proprio PIL; ben al di là delle aspettative. Abbiamo un -0,6% su base mensile che su base annua diventa un -2,5%. Un calo dei consumi, che rappresentano oltre il 60% del PIL giapponese, ha contribuito insieme ad una decisa riduzione degli investimenti aziendali. A dimostrazione che il sistema giapponese non regge e non ha futuro. Poi, abbiamo avuto i dati europei. La solita bilancia commerciale tedesca positiva, ma al contempo produzione industriale italiana a +1% in calo rispetto al precedente 1,4% e un calo, invece, della produzione inglese che mantiene un comunque un PIL in crescita su base annua dell' 1,5%. Difficile vedere all'orizzonte una crescita a breve, anzi è probabile che si possa peggiorare.
29.11.2018
Nicola Argeo Mastropietro
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Nella giornata di ieri abbiamo assistito ad un seduta euforica a wall street. Esattamente dopo che il presidente della FED Powell, durante la sua conferenza, ha fatto affermazioni accomodanti riguardo ai futuri aumenti dei tassi. In modo ambiguo sembra abbia voluto far trasparire l'idea che la FED possa assecondare le richieste di Trump sulle modalità e i tempi con i quali aumentare i tassi. Dopo l'intervento, alcuni osservatori vedono un aumento a dicembre e due interventi nel 2019 invece dei tre previsti. E , secondo loro, potrebbe essere sufficiente per consentire al mercato di ripartire verso nuove invitanti performance. Ma questa idea può valere nel caso si prenda in considerazione solo un aspetto (tassi) anziché la complessità del momento in cui ci si trova. Infatti, la discesa degli indici non è stata causata dal rialzo dei tassi (per lo meno non solo) bensì da una carenza di liquidità dovuta alla fine dei vari QE che iniettavano denaro come se piovesse. Che a sua volta ha portato all'inizio di una sorta di guerra commerciale con conseguenze sulla crescita mondiale. Non a caso stiamo assistendo a livello globale ad una economia che rallenta e a debiti mondiali crescenti. Un binomio che può rappresentare un grave problema per il futuro. Il flop del collocamento dei nostri BTP e la difficoltà nel collocare la propria obbligazione Unicredit è esemplificativo che il mercato è cambiato. E soprattutto il sentiment. E non è alzando un po' meno i tassi che si riuscirà a modificare tale situazione. Gli indici, a partire dallo S&P500 si trovano già a ridosso di resistenze importanti e che, per essere superate ed innescare un mercato al rialzo, avrebbero bisogno di certezze e prospettive ben differenti da quanto abbiamo, oggi, sul piatto. Questa sarà l'occasione per scaricare un po' di ipervenduto, ma poi non aspettiamoci grossi risultati. Anzi, ci sono molte probabilità che si riprenda verso il basso. _________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
28.11.2018
Nicola Argeo Mastropietro
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Aggiungi didascalia  L'Italia non cresce, ma in compenso il suo debito aumenta e come se non bastasse la BCE non acquisterà più BTP e sembra che nessun altro li voglia acquistare. Le nostre banche sono piene di titoli di stato italiani (48%) e in più dovrebbero restituire i finanziamenti avuti dalla BCE e non sanno come fare. Ecco allora che si susseguono le indiscrezioni su quanto potrebbe fare la Banca Centrale Europea per cercare di venire in aiuto di banche e stato italiani; un aiuto, come dice qualcuno, ad effetto boomerang. Per le banche la BCE pensa ad una nuova operazione LTRO (long term refinancing operation). In pratica gli LTRO precedenti arriveranno a scadenza nel 2020-21 e le banche dovrebbero restituire tutta la liquidità ricevuta. Il problema è che non hanno soldi da restituire e, comunque, anche nel caso li avessero sarebbe devastante sul proprio equilibrio finanziario. Una nuova operazione LTRO consisterebbe, di fatto, nel posticipare il momento nel quale gli istituti bancari dovrebbero far fronte al proprio debito. Nella realtà nessuna soluzione del problema, semplicemente rimandiamolo. L'altra operazione per il problema, non proprio secondario, che pone la domanda, attualmente senza risposta, sul chi acquisterà i nostri titoli di stato si pensa ad un'altra modalità di offerta di liquidità al nostro stato. Ovviamente, dobbiamo partire dal presupposto che nel 2019 l'Italia dovrà rinnovare 400 miliardi di titoli pubblici. Di questi, circa il 290 miliardi entro aprile, cioè nei primi mesi dell'anno nuovo. Quindi, un bel problema e, soprattutto, molto vicino in termini di tempo. Le autorità europee starebbero pensando ad un piano OMT (outright monetary transactions) una sorta di ESM, in sostanza una liquidità offerta in cambio dell'applicazione dei diktat europei. Nella pratica la BCE acquista titoli a breve termine ( anche intervenendo sul mercato secondario) e l'Italia dovrà seguire la procedura stile Grecia. Staremo a vedere; oramai, la resa dei conti è vicina. Da gennaio stop agli acquisti della BCE, verrà certificata una crescita zero anche per il quarto trimestre (se non negativa) e una decisione si sarà costretti a sceglierla. Ma c'è una terza via. Tutto quanto esposto sopra non avviene e si applica una bella patrimoniale su tutto che riduca in modo importante il nostro debito e le necessità dello stato. Non ci si deve preoccupare, in un modo o nell'altro la resa dei conti significa che pagheranno gli italiani; nessuno lo farà per loro. _________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
21.11.2018
Nicola Argeo Mastropietro
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Il governo italiano pensava di raccogliere 8 miliardi tramite l'emissione dei famigerati BTP Italia. Quella particolare emissione legata all'inflazione e che garantisce un tasso dell'1,45% riservata agli italiani che acquistano direttamente i titoli di stato on line senza commissioni. Una facilitazione che dovrebbe stimolare all'acquisto. Bene, oltre ai fondi comuni (che vendono) e al retail estero che non si sogna certo di acquistarli, anche il popolo italiano non ha raccolto l'invito al patriottismo fatto da Salvini. Altro che 8 miliardi; in questi primi 2 giorni sono stati sottoscritti solo poco più di 750 milioni, e domani l'operazione BTP Italia si chiuderà. Se si arriverà ad 1 miliardo sarà già tanto. Questi sono i primi effetti della situazione venutasi a creare in Italia e sull'Italia. É il primo evento che acclara quanto già si sapeva sul rischio Italia e sulla totale sfiducia che permea, oramai, sembra irreversibilmente, il nostro paese. É iniziato il conto alla rovescia. Nel 2019 dovremo collocare 400 miliardi, le nostre banche sono già al limite e hanno iniziato a stringere sul credito alle aziende. Questo è solo l'inizio, poi ci sarà di che divertirsi. __________________________________________________________________________________ Resta aggiornato con telegram per conoscere i nuovi articoli di Finanza & Strategia iscriviti adesso __________________________________________________________________________________ Ufficio Analisi F&S Nicola Argeo Mastropietro Analisi Finanziarie Indipendenti
14.11.2018
Nicola Argeo Mastropietro
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I nostri governi continuano da anni imperterriti a propinare ricette basate su una maggior spesa e un conseguente maggior debito, vendendoli come panacea della crescita e del benessere di un paese. Ci sono o ci fanno ? Difficile a dirsi, la linea di confine è sempre sottile. Resta il fatto che i numeri smentiscono questa strategia, sia in Italia che nel mondo. E il FMI che bacchetta gli stati e la politica accusandoli di aver creato solo debito e non aver pensato a riforme per la crescita è la conferma degli errori fatti e che si continuano a perpetrare. Per di più senza seguire quanto fatto (esattamente il contrario) da paesi che hanno ottenuto i risultati da altri sbandierati e mai raggiunti. Ma guardiamo i numeri: Nel mondo si è raggiunto un debito pari 246 trilioni di dollari pari al 325% del PIL. L'aumento di questi numeri dimostra che l'effetto sulla crescita non è stato sufficiente e adeguato all'indebitamento realizzato e utilizzato proprio al fine di ottenere un PIL maggiore. Dato che siamo in Italia e conosciamo meglio il nostro paese è ancora più semplice dimostrare quanto sia stato deleterio tutto ciò. Siamo passati da un debito del 2009 pari a 1.760 miliardi di euro ai 2.345 miliardi di oggi. In compenso non abbiamo avuto nessuna crescita; anzi, nel periodo siamo ancora in perdita. Nell'ultimo anno abbiamo aumentato il debito pubblico da 2.256 miliardi di fine 2017 ai 2.345 miliardi attuali. Quasi 100 miliardi (89) in più e abbiamo una crescita che forse arriverà allo 0,8% ( potrebbe anche essere solo dello 0,6%). Praticamente, la crescita è 1/6 rispetto all'aumento del debito. Uno dei più grandi problemi è l'indebitamento improduttivo. Si calcola che un aumento di 1 dollaro di debito 50 anni fa portasse 4 dollari di crescita. Oggi, invece, 1 dollaro di debito porta solo 0,4 dollari di crescita. Ma purtroppo si pensa ancora di dispensare soldi a tutti, senza cognizione di causa, con l'idea che il debito non si dovrà pagare e che sia la soluzione a tutto. É un modo per non affrontare i problemi e infatti, il debito non si pagherà le insolvenze prenderanno il sopravvento con tutte le conseguenze del caso. Ma nulla vieta di continuare a credere che si possa crescere con il reddito di cittadinanza o con l'indebitamento inutile o, addirittura, a far credere che l'assistenzialismo faccia crescere l'economia o che lo faccia la stampa, all'infinito, di moneta straccia. Poi ci si divertirà. Gli effetti di breve sono allucinogeni e gli effetti di medio periodo saranno dettati da un risveglio che ci catapulterà in una realtà molto diversa dal sogno. E finalmente, probabilmente, si ricominceranno a fare le politiche serie. Non resta che attendere. Ma basta ricordare sempre la positività del detto cinese: crisi=opportunità. Ci sono sempre.

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