L'economia a un anno: le aspettative

27.04.2020

Il coronavirus ha provocato la fermata dell'economia con conseguenze che sono ancora oggetto di valutazione. Gli analisti cercano di comprendere come la politica si muoverà, come reagirà la gente e quale sarà l'evoluzione del virus. E, ovviamente, quando arriverà il vaccino.

C'è molta confusione, con politici e virologi che non hanno mai brillato per chiarezza. Gli eventi ci raccontano di un crollo verticale delle borse nel momento della presa di coscienza del blocco imminente e della presenza di un virus incontrollabile e, immediato, un rimbalzo. Un ottimo rimbalzo, ma con bassi volumi, inferiori alla media. Una vera crescita è sempre sostenuta da livelli dei volumi consistenti; quindi, non ancora un trend long di medio periodo. Ed ora, una fase di attesa che dovrebbe essere seguita da un nuovo ribasso prima di ripartire.

Ma a fronte di tutto ciò, quali sono le aspettative per il futuro ? e quali i dubbi.

Una delle voci che più interessa sugli effetti di una crisi è la possibilità di generare utili, reddito.

Una crisi riduce i ricavi, può aumentare l'indebitamento, ma alla fine, l'azienda riesce a produrre utili o perdite ? Perchè questo è il risultato di tutte l'insieme delle altre voci.

Questa tabella rappresenta le previsioni in Europa degli utili a partire da questo trimestre fino alla metà del 2021. Periodo entro il quale si prevede che possa essere finita l'emergenza virus.

Come si può notare il calo di quest'anno è notevole, devastante. Perdite sugli utili elevate che dovrebbero raggiungere il massimo nel trimestre in corso arrivando ad un 42%; male ancora nel terzo per poi migliorare nettamente.

Il secondo semestre del 2021 dovrebbe certificare lo sprint definitivo verso la ripresa.

Tutto questo nel caso che da maggio si riapra l'economia e si ricominci produzione e commercio in tutto il mondo. E nella speranza che non ci siano intoppi, che tutto vada per il meglio. Un'eventuale ricaduta in autunno, come alcuni ipotizzano, sarebbe veramente deleteria e renderebbe tutto più difficile e i danni sarebbero enormi.

A fronte di tutto ciò, è possibile pensare che da qui all'estate i mercati possano scendere (sarà da vedere se in modo veloce e importante, oppure se si avvicinerà ai minimi già toccati ) per poi iniziare una risalita duratura. Da questa estate potrebbe cambiare la prospettiva verso investimenti a più lungo periodo senza gli sbalzi isterici vissuti in questi ultimi mesi. Dovrebbe essere realizzabile.

Il rischio che si potrebbe verificare nel 2021 riguarda il debito mondiale. Dopo l'euforia iniziale per l'uscita da una situazione negativa si tornerà a guardare i fondamentali e la differenza di debito che ci si troverà davanti tra occidente e paesi emergenti potrebbe avvantaggiare quest'ultimi.

Infatti, Europa e Usa avranno un debito sulle spalle enorme, difficile da pronunciare e, probabilmente, un debito che ci si renderà conto sarà perenne perchè impagabile. I paesi emergenti, invece, che sono partiti da un debito medio del 50% avranno una situazione più sostenibile e con prospettive di crescita nel lungo periodo migliori.

E, probabilmente, come molti sostengono, che ne traggano vantaggio e che i flussi finanziari si possano più o meno gradatamente spostare verso lòe zone del futuro. In pratica, nel medio periodo, saranno favorite le borse emergenti rispetto a quelle occidentali.