Lo S&P500 deve scendere. La teoria dei gap

22.07.2020

Tre gap lasciati aperti, impossibile che lo restino

Sul fatto della dicotomia presente tra economia reale e mercati abbiamo poco da aggiungere e tanto è stato scritto sull'argomento e sugli aspetti macroeconomici.

Oggi, preferisco affrontare il tema dell'analisi tecnca e dei gap dell'indice S&P500.

Ieri, per la prima volta, l'indice S&P è entrato nella fascia di colore rosa presente sul grafico. Area che rappresenta l'ultimo gap lasciato aperto nella fase di ribasso. Gap che, forse, verrà richiuso nei prossimi giorni. In realtà, ieri, è entrato nel gap compreso tra 3.258 e 3.328, ma alla fine, ha chiuso al disotto della soglia di entrata a 3.257. Vedremo se avrà la forza di arrivare a 3.328 limite superiore dell'area.

In ogni caso, questa rappresenterebbe l'ultimo sussulto prima dell'inizio della discesa.

Le tre fasce verdi nel grafico dimostrano che nella sua veloce risalita lo S&P si è lasciato alle spalle tre gap che, come normalmente avviene, prima o poi, dovranno essere chiusi. Il chè significa che l'indice dovrà scendere ripercorrendo al ribasso la distanza che lo separa da tali aree.

Difficile che nel breve possano essere recuperate in un sol colpo tutte le aree lasciate aperte, ma quasi certamente, la prima e consitente area compresa tra 2.968 e 2.816 dovrebbe essere recuperata tra agosto e settembre. Corrisponderebbe ad un calo, considerando la chiusura completa del gap, del 15% rispetto ai valori attuali; facile che poi vi sia un rimbalzo, in funzione anche delle condizioni nelle quali ci troveremo, prima di riprendere la strada verso l'area del secondo gap ancora aperto con range compreso tra 2.574 e 2.459. Significherebbe un ulteriore ribasso del 14% circa.

Per il raggiungimento della chiusura del terzo gap posto in zona 2.300, a mio parere, ci vorrà più tempo e si avrà bisogno di situazioni sufficientemente negative affinchè questo possa avvenire.

Ritengo molto probabile il raggiungimento del primo gap, buone possibilità per arrivare al secondo gap, decismente più difficoltoso, al momento, prevedere una discesa fino al terzo gap da chiudere.

La teoria dei gap ha sempre avuto una buona attendibilità nel tempo. Anche in questo periodo, con il crollo partito a marzo, erano stati lasciati sul grafico molti gap aperti che sembravano, nella condizioni in cui ci si trovava, impossibili da chiudere con una veloce risalita dei corsi. Invece, come se nulla fosse, ad oggi, siamo vicini alla chiusura completa dei gap al ribasso, manca solo quell'ultimo tassello a 3.328.
Ora, però, sono stati lasciati aperti quei gap che si sono evidenziati con l'altrettanto repentino rialzo dei corsi avvenuto tra aprile e luglio; servirà una discesa importante, dopo l'esuberante crescita, per recuperarli. Tre gap di questo tipo indicati dalle zone orizzontali verdi non sono mai rimasti aperti contemporaneamente per un lungo periodo e, quindi, è pensabile che, se non tutti, almeno in parte vengano ricoperti.