Perchè avremo un autunno caldo

21.07.2020

Crisi economica, debito pubblicco, scadenza titoli, interessi e forse......ancora covid

La fine dell'estate si avvicina e tutti i problemi restano irrisolti. Ma se fino ad oggi si era riusciti a stemperare qualche effetto negativo ad autunno sarà difficile poter far fronte alle falle esistenti, a quelle che si aggiungeranno nei prossimi mesi e ai fatidici nodi che verranno al pettine.

L'economia non si riprende resta asfittica e la previsione fatta da unimprese e confermata da confcommercio è che il 50% delle attività riaperte dopo il lockdown possano chiudere i battenti lasciando definitivamente a casa molti lavoratori che non si potevano licenziare. Nella costruzione fitttizia del mondo il governo ha vietato i licenziamenti e i fallimenti, ma non può impedire la chiusura di fatto di un'attività con tutte le conseguenze del caso.

Per di più la situazione italiana fa sì che le previsioni aggiornate spostino nel tempo il ritorno ai numeri del 2019; e c'è chi arriva addirittura fino al 2025.

Il nostro debito pubblico è in continuo aumento e potrebbe andare oltre i limiti già indicati. Forse anzichè il 160% di debito annunciato iniziamente si potrebbe arrivare al 170%-180% e nella parte negativa più alta si ipotizza fino al 200%.

D'altronde in autunno ci saranno delle scadenze del nostro debito per quasi 140 miliardi e probabilmente la BCE dovrà intervenire in modo massiccio

La tabella è esplicativa: a settembre , ottobre e novembre la crescita del rinnovo dei nostri BTP è decisamente alta.

Ma non ci sono solo i rinnovi, si devono anche pagare gli interessi del nostro debito. Altra cifra esorbitante. Il grafico elaborato da Mazziero Research non lascia dubbi su come, senza avanzi di bilancio, si spenderanno i soldi del recovery fund quando (tra il 2021 e il 2023) arriveranno

Spesa che aumenterà negli anni futuri sia per l'aumento del debito e sia per l'aumento dei tassi che si ipotizza a causa proprio dell'intervento con creazione di proprio debito della commissione europea. Ciò ridurrà la stampa di moneta della BCE provocando un rialzo dei tassi di interesse che potrebbe essere esiziale per l'Italia e il suo debito.

É chiaro ed evidente che in questo marasma il clima sociale sarà a dir poco pericoloso. Inoltre, poco pubblicizzato, ma l'accettazione del Recovery Fund da parte dei così detti paesi frugali è dovuta al fatto che Olanda, Danimarca, Austria, Svezia e la stessa Germania hanno ottenuto un notevole sconto sui versamenti all'Europa come contributi annuali; il traffico merci passa per di la maggior parte (da e per l'Europa) dal porto di Rotterdam, certamente il più importante snodo europeo, e i Paesi Bassi hanno ottenuto un'aumento dei costi per il passaggio delle merci fino al 25%. Ora, già senza la Gran Bretagna l'Italia come grande paese avrebbe dovuto versare molto più che in precedenza, ma inoltre, con lo sconto ai 5 paesi e con l'aumento del costo-merci, significa che buona parte dei fondi che il nostro paese riceverà, in effetti, sono soldi che mettiamo noi. Come una partita di giro.

Se poi, oltre a tutto ciò, dovesse anche esserci un ritorno del covid..........